Quanti grassi al giorno

Qui intendiamo affrontare quello che da molti viene considerato come l’argomento più scottante: i grassi. Amici per chi apprezza il sapore dei piatti gustosi ed appetitosi, ma nemici di chi preferisce prestare attenzione alla linea. Come per tutte le cose, anche in questo caso, è necessario riuscire a bilanciare le dosi, senza eccessi e senza rinunce. Sì, perché, da un lato, esagerare con questi principi nutritivi garantisce un inesorabile aumento del peso, dall’altro, escluderli, porta fragilità, debolezza e mancanza di energia.
I grassi servono, ma vanno necessariamente assunti con moderazione: questo è un principio inoppugnabile che deve essere seguito con scrupolo. L’ideale è riuscire a distinguere i grassi positivi e quelli nocivi in grado di arrecare danni sia nel breve che nel lungo periodo. Da specificare che ne esistono diverse tipologie, tra le quali non possiamo trascurare quelli definiti “essenziali”, che per proprietà e caratteristiche non possono in alcun modo essere prodotti dall’organismo e per questo devono arrivare dall’esterno.
Due esempi lampanti sono l’acido linolenico e l’acido linoleico, il cui scopo è quello di semplificare l’assorbimento delle vitamine A, D ed E, che vengono chiamate vitamine liposolubili. Inutile sottolineare che esse devono essere assorbite nel modo più corretto perché svolgono un ruolo fondamentale per determinare il buon funzionamento di quella straordinaria macchina chiamata corpo umano. Altrettanto inutile sottolineare anche il fatto che, tali sostanze sono tanto indispensabili quanto dannose se assunte in quantità eccessive, perché possono portare a problematiche gravi, come malattie cardiovascolari di genere vario, obesità, ecc. ecc.
I lipidi, termine meno comune per definire la categoria dei grassi, sono presenti in moltissimi alimenti in forme differenti: alle volte si vedono ed altre no. Nel primo caso ci riferiamo, per esempio al grasso presente nelle bistecche o negli insaccati, nel secondo, invece, a quello presente nei formaggi, nei dolci, ecc. ecc. Abbiamo detto che i lipidi sono presenti in moltissimi cibi, ma proprio in tutti? Assolutamente no! A tal proposito è utile specificare che ci sono alimenti che non ne contengono affatto (frutta, verdura, ecc. ecc.), altri che ne contengono solo in parte (pesce, affettati, carne, ecc. ecc.) ed altri ancora che ne contengono moltissimi (condimenti, oli, burro, ecc. ecc.).
Tutti i grassi danno il medesimo apporto calorico pari a 9 chilocalorie per grammo, ma non tutti i grassi sono positivi alla stessa maniera e per questo si differenziano tra saturi (lardo, strutto, alcuni derivanti del latte quali i formaggi e il burro, uova, salumi, ecc. ecc.), polinsaturi (pesci e frutta secca tipo mandorle, noci, ecc. ecc.) e monoinsaturi (olio d’oliva). Tale differenza dipende esclusivamente dal genere di composizione chimica a cui ci si riferisce.
E’ risaputo che è bene adottare uno stile alimentare composto da un numero ridotto di grassi complessivi, con particolare riguardo per i grassi saturi, la cui abbondanza tende ad aumentare la possibilità di insorgenza di malattie varie. Discorso completamente diverso va fatto per i grassi polinsaturi, che presentano moltissimi effetti benefici per l’organismo umano. I monoinsaturi, invece, è bene consumarli a crudo.
Detto questo cerchiamo di ricapitolare il tutto: quando si tratta di capire quanti grassi al giorno consumare, è bene cercare di non esagerare con i condimenti né in fase di preparazione dei cibi né durante i pasti veri e propri. Per semplificare tale procedimento è possibile scegliere modalità di cottura che non richiedono un eccessivo impiego di oli e burro, come quella al cartoccio o quella al forno. Quando si utilizzano condimenti in fase di preparazione, cercare di aggiungerli soltanto a fine cottura, cosicché questi non debbano essere cucinati troppo a lungo e non utilizzare mai oli nei quali è stato già cotto qualche altro cibo.
Nel dubbio optare sempre verso soluzioni di origine vegetale, dare più gusto agli alimenti con spezie, non abusare dei fritti, preferire il consumo di pesce, portandolo ad un minimo di due o tre volte settimanali, togliere le parti di grasso presenti sulla carne e moderare il consumo di insaccati e formaggi.